Costa pena ritrovarli gli oggetti…i “Nascondigli” di Montale

NASCONDIGLI
Quando non sono certo di essere vivo
la certezza è a due passi ma costa pena
ritrovarli gli oggetti, una pipa, il cagnuccio
di legno di mia moglie, un necrologio
del fratello di lei, tre o quattro occhiali
di lei ancora!, un tappo di bottiglia
che colpì la sua fronte in un lontano
cotillon di capodanno a Sils Maria
e altre carabattole. Mutano alloggio, entrano
nei buchi più nascosti, ad ogni ora
hanno rischiato il secchio della spazzatura.
Complottando tra loro si sono organizzate
per sostenermi, sanno più di me
il filo che le lega a chi vorrebbe
e non osa disfarsene. Più prossimo
negli anni il Gubelin automatico tenta
di aggregarvisi, sempre rifiutato.
Lo comprammo a Lucerna e lei disse
piove troppo a Lucerna non funzionerà mai.
E infatti…

Eugenio Montale, Diario del ’71 e del ‘72

Eugenio Montale

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