“Nient’altro resta. Attorno alle rovine…”…La caduta degli imperi o l’Ozymandias di Shelley

Ozymandias

 

Incontrai un viaggiatore, veniva da un’antica
terra e mi disse: Due immense gambe di pietra
s’ergono nel deserto, senza tronco…Vicino, sulla sabbia,
giace a metà sepolto un viso smozzicato, e il cipiglio,
le labbra corrugate e il suo ghigno di freddo comando
dicono come esattamente lo scultore
abbia letto passioni che ancora sopravvivono, impresse
in quelle cose morte, alla mano che un tempo
le interpretò, e al cuore
che le nutrì: sul piedestallo appaiono
queste parole: “Il mio nome è Ozymandias, re dei re:
guardate alle mie opere, o Potenti, e disperate!”
Nient’altro resta. Attorno alle rovine
di quell’enorme relitto, le nude e sconfinate
sabbie deserte e piatte si stendono lontano.

Percy Bysshe Shelley

I met a traveller from an antique land
Who said: “Two vast and trunkless legs of stone
Stand in the desert. Near them on the sand,
Half sunk, a shattered visage lies, whose frown
And wrinkled lip and sneer of cold command
Tell that its sculptor well those passions read
Which yet survive, stamped on these lifeless things,
The hand that mocked them and the heart that fed.
And on the pedestal these words appear:
`My name is Ozymandias, King of Kings:
Look on my works, ye mighty, and despair!’
Nothing beside remains. Round the decay
Of that colossal wreck, boundless and bare,
The lone and level sands stretch far away”.

 

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