“Le ore le nasconde la mia pazzia”… E la “vanità” della vita di Francisco Quevedo

SI RAPPRESENTA LA BREVITÀ DI CIÒ CHE SI VIVE, E QUANTO APPARE NULLA CIÒ CHE SI È VISSUTO

“Ehi, della vita! Nessuno mi risponde?
Qui tutti gli anni passati che ho vissuto!
La fortuna ha addentato il mio tempo;
Le ore le nasconde la mia pazzia.

Che io non possa sapere come nè dove
la salute e l’età siano fuggite!
Manca la vita, rimane il vissuto,
E non c’è calamità che non mi circondi.

Ieri fu, Domani non è ancora giunto;
Oggi se ne sta andando senza fermarsi un istante;
Sono un fu, e un sarà, e un è stanco.

Nell’Oggi e nel Domani e Ieri congiungo
Pannolini e sudario, e son rimasto
Eredità presente di defunto”.

Francisco Quevedo

REPRESèNTASE LA BREVEDAD DE LO QUE SE VIVE, Y CUàN NADA PARECE LO QUE SE VIVIò

“¡Ah de la vida!”… ¿Nadie me responde?
¡Aquí de los antaños que he vivido!
La Fortuna mis tiempos ha mordido;
las Horas mi locura las esconde.

¡Que sin poder saber cómo ni a dónde
la salud y la edad se hayan huido!
Falta la vida, asiste lo vivido,
y no hay calamidad que no me ronde.

Ayer se fue; mañana no ha llegado;
hoy se está yendo sin parar un punto:
soy un fue, y un será, y un es cansado.

En el hoy y mañana y ayer, junto
pañales y mortaja, y he quedado
presentes sucesiones de difunto.

Johannes Fris "Vanitas-Stilleben" 1672

Johannes Fris “Vanitas-Stilleben” 1672

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