“La poesia va da tutte le parti e così fo io. Laudata sia.”…I Frisbees di Giulia Niccolai (con una nota musicale di Francesco Guccini)

Una volta
aprendo il frigorifero
è capitato anche a me di dire:
«C’è qualcosa di marcio in Danimarca».

*

Un santo mi fa notare
(durante l’intervallo di una mia lettura alla Pasticceria),
che il pane in Toscana viene fatto senza sale
e che Dante ha scritto:
«Tu proverai sì come sa di sale
Lo pane altrui…
                           e ‘l salire per l’altrui scale».
Ci rimango di sale.
E intanto Dante sale.

*

Questo perché negli anni Cinquanta,
una Prof. del ginnasio aveva spiegato
quel verso, dicendo che il pane di Dante
era salato, perché in esilio
ci piangeva sopra…

*

La poesia
va da tutte le parti
e così fo io.
Laudata sia.

*

Omaggio al
Canto notturno del pesce
di Morgenstern:

la notte
il pesce
canta
alla stella del mattino.

Die Nacht
der Fisch
singt
zum Morgenstern.

*

Squilla il telefono.
«Buongiorno. Non ci  conosciamo ancora
ma sono Antonietta Dell’Arte».
E invece di dire: «Che culo!»
Dico: «Buongiorno».

*

Omaggio a Petrarca.
Oggi ho conosciuto Laura Gentile.

*

Valduga e Raboni:
Black and White Scotch Wisky

*

Chiedo di pagare due rossi
al cassiere delle Scimmie.
«Vino?» mi chiede lui.

(Deve essere molto politicizzato).

Dopo poco al bar
vedo il sosia di Pavese
e il sosia di Sanguineti».
Saranno mica questi allora
i due rossi del cassiere?

Giulia Niccolai da Frisbees (1982 – 1985), El Bagatt, Bergamo, 1984

*****************************

Uscendo dal portone della mia casa
incontro con sorpresa Luciano Erba
che vi sta entrando: va dal Dott. Gatti,
il medico, che ha qui il suo consultorio
al piano terra. Sono le sette e un quarto
di sera. Erba indossa un copricapo
quadrettato alla Sherlock Holmes, e io
la veste lunga, amaranto, della monaca
buddista. Affettuoso, gentile, col suo
sguardo e i suoi modi accattivanti e
un po’ impacciati, alla Buster Keaton, mi dice
che proprio oggi voleva scrivermi gli auguri
di Buon Anno, ma notando che era già il venti
di gennaio, aveva desistito. Mi ringrazia
per gli auguri di Natale che gli ho mandato
e poiché ora sono io che lo guardo
interrogativamente (non mando mai
gli auguri a nessuno), mi descrive
sommariamente il cartoncino: ma sì
– dice – molto bello, rosso e nero come la
Triennale… A questo punto, inesplicabilmente
una parte di me comincia a dubitare e a chiedere
a se stessa: sono io che non ricordo e che invece
gli ho mandato gli auguri? pur sapendo perfettamente
che non l’ho fatto. Ecco, anche questa è
una stranezza della vecchiaia. E’ perché
si vorrebbe conciliare tutto, o perché
non si è più sicuri di se stessi e di niente?
Mi accomiato pregandolo di ricordarmi
a Mi… (qui il nome resta in sospeso perché non
ricordo dove vada l’accento), …mìa, lo completa lui,
gentilmente. Strada facendo, mi tornano alla mente
la Triennale e il biglietto di auguri. Mi convinco
sempre più che mi abbia preso per un’altra persona.
Meno male!

Giulia Niccolai da  Frisbees della vecchiaia, Campanotto, Pasian di Prato (Ud), 2011

 Alla storia d’amore tra Giulia Niccolai e Adriano Spatola è ispirata la canzone Scirocco di Francesco Guccini dall’album Signora Bovary

Giulia Niccolai

Giulia Niccolai

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