“quello distinto con il vestito grigio e quello distinto con il vestito grigio”… “Avete sbagliato questo è il retro”…I due passanti e Retro di Corrado Costa (con la registrazione di “Retro” e un approfondimento critico)

I due passanti

I due passanti: quello distinto con il vestito grigio
e quello distinto con il vestito grigio, quello con un certo
portamento elegante e l’altro con un certo portamento
elegante, uno che rideva con uno che rideva
uno però più taciturno e l’altro
però più taciturno, quello con le sue idee
sulla situazione e quello con le sue idee
sulla situazione: i due passanti: uno improvvisamente
con gli attrezzi e l’altro improvvisamente nudo
uno che tortura e l’altro senza speranza
una imprecisabile bestia una imprecisabile preda:
i due passanti: quello alto uguale e quello
alto uguale, uno affettuoso signorile l’altro
affettuoso signorile, quello che si raccomanda e
quello che si raccomanda

Corrado Costa (Mulino di Bazzano, 1929 – Reggio nell’Emilia, 1991; poeta italiano appartenente al Gruppo 63) in Pseudobaudelaire, Scheiwiller, Milano 1964

testo tratto da Gruppo 63 a c. di N. Balestrini, A. Giuliani, R. Barilli e A. Guglielmi, Bompiani, Milano, 2013

René Magritte "Coming and Going" by Duane Michals (1965)

René Magritte “Coming and Going” by Duane Michals (1965)

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Costa volta il nastro. (Un’origine delle ‘scritture nuove’)

di Marco Giovenale

È noto: Retro (1990/91) è una pagina sonora in cui Corrado Costa per minuti e minuti ripete quasi solo la parola «retro», appunto, e dà di tanto in tanto altre (esilaranti e pensose) indicazioni. Afferma – fra innumerevoli iterazioni di «retro, retro, retro, questo è il retro, state ascoltando il retro», che si tratta precisamente del retro del nastro, e che gli ascoltatori, i lettori, sono dei «testoni» che non hanno capito, che cocciutamente non intendono, non vogliono intendere, di star perdendo tempo con il lato B della cassetta, quello sbagliato, il lato dove non c’è niente, «il retro del discorso» e «della poesia», e che dovrebbero semmai girare il nastro, andare a cercare sul “davanti” del discorso e della poesia, se mai avessero intenzione di capire qualcosa, orientarsi. Per oltre sette minuti Costa insiste a rammentarci che ci troviamo sul retro e abbiamo dunque sbagliato tutto.

L’intera opera di Costa – in particolare dopo Pseudobaudelaire – è precisamente il nastro voltato – e apparentemente sbagliato – della scrittura. Il lato nuovo, in effetti, in verità: la strada che ad esempio la scrittura di ricerca francese stava già imboccando. È il nastro/testo dell’altro lato: quello in cui ricorrenze e tessiture non sono “più” così importanti; il luogo in cui l’autore ha perso ogni ruolo di cocchiere millimetrico del suono, di retore onnisciente/legiferante, soggetto-guida, pre-ordinatore delle relazioni fra lettore e pagina, fra sguardo e immagine:

Si potrebbe dire che l’immagine occupa esattamente lo spazio che il poeta si è destinato, e il poeta, come soggetto del discorso, non si è destinato nessuno spazio nel testo poetico, anche se il testo poetico si ritma del suo respiro. A questo limite, oltre il quale arriviamo al soggetto, finisce tutta la storia del sogno del fantastico del surreale. Il limite è fra l’inconoscibilità del soggetto e tutto il mondo nella sua realtà. / Qui l’immagine non ha per sé nessun territorio, è un segno che non si sa dove scrivere, tutto il territorio è il territorio della realtà.

C. Costa, Il territorio alle spalle (in «Tam Tam», 3, 1973), § 4,
ora in Id., The Complete Films, a cura di Eugenio Gazzola,
Le Lettere, Firenze 2007, p. 86

L’invenzione Retro è poi molto altro.

È un regesto di mancanze, di latenze, non un tessuto, una “poesia”; non ci sono città laghi luoghi personaggi esperienze affermazioni; […]; ancora: è un testo di ombra, cioè di mancanza di parola, ma ombra non seriosa, anzi giocosissima; è niente affatto ermetico (lo capirebbe un bambino: si tratta quasi di un gioco, ma senza l’impalpabilità dell’oggetto goduto e sùbito lasciato come bon mot; anzi: … lo si vuole riascoltare).[…]

Marco Giovenale

[ già in «il verri», n. 52, giugno 2013, pp. 178-182 ]

Per  la lettura dell’articolo completo:

http://puntocritico.eu/?p=5702#more-5702

Fonte dell’articolo critico:  www.puntocritico.eu

Corrado Costa RETRO:

Registrato a Parma e a Brescia nel 1981 e pubblicato postumo nella rivista “Baobab. Informazioni fonetiche di poesia” a cura di Adriano Spatola.

 

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