“Spazi nuovi in uno spazio vuoto”… La recensione a “Notturlabio” di Massimiliano Magnano sulla rivista “Il Segnale” (anno XXXIV, n. 100, feb. 2015)

Massimiliano Magnano, Spazi nuovi in uno spazio vuoto. Recensione di Notturlabio sulla rivista Il Segnale, anno XXXIV, n. 100, feb. 2015. —  Scarica il pdf »

“SPAZI NUOVI IN UNO SPAZIO VUOTO
(Simonetta Longo, Notturlabio. Previsioni dall’ombra, Puntoacapo, Pasturana 2014)

Esitando questa sua opera prima, Notturlabio, Simonetta Longo traccia gesti nuovi e segni nuovi, in uno spazio che è vuoto, ma che viene tenacemente riempito di significati.
Ed è così che la poetessa si protende, dalla penombra, fortezza priva di difese, annunciando previsioni; nutre quindi con cura e dedizione la propria creatività del cibo più prezioso e più nutriente. Cultura e natura caratterizzano e pervadono in effetti la sua opera, guidandone i passi fin dentro la comprensione del silenzio più eloquente. Fino a lambire quei luoghi dove non si avvertono più lo stupore e lo sgomento. […]
Strumento originariamente del genere di uso empirico, il notturlabio separa e al contempo unisce la poetessa al regno delle inquietudini da cui ella sembra avvinta. Vi è, cioè, contemporaneamente in atto, un disegno di intelligenza della realtà, sul piano dell’oggettivazione, che istantaneamente si intreccia e viene superato dalla comprensione intuitiva, che per sua natura è invece immediata ed evidente. Annota la poetessa nella poesia I pensieri: «Ci sono pensieri che covano attese/ impossibili nelle notti insonni./ Pensieri reduci/ da guerre dimenticate,/ quando erano dati per morti.» La trama di questo intreccio a tratti si fa quindi trasparente alla visione degli uomini, mostrando quale sia il travaglio della creatività e quanto complesso sia questo stesso travaglio. I sensi allora si fanno più acuti e con la realtà viene instaurato un dialogo proficuo, per quanto non privo di asperità. Ed effettivamente, se i sensi della poetessa salentina sono nientemeno che cinque e mezzo, lo sono nella loro contestuale e anche residuale funzione conoscitiva rispetto al mondo. Il vuoto è quindi la condizione interiore necessaria per instaurare qualsivoglia relazione di unione poetica con la realtà, nella distinzione. […]”

Sito della Rivista storica: http://www.rivistailsegnale.it/

Il_Segnale_100

Per informazioni:
Il Segnale
via F.lli Bronzetti 17,
20129 Milano
tel 02 45480235
email: segnale@fastwebnet.it

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