“Non reggono al confronto delle braccia valigie piene di esempi”…La poesia di Nadia Campana (con due traduzioni da Emily Dickinson e testi originali inglesi)

Le gioie del declassato

Che mi lasci guidare prematura
farmi portare impadronita
non reggono al confronto delle braccia
valigie piene di esempi
folate indicano il cappello soltanto
mutandosi in fili spazzati
e semi non custoditi in direzione
barca abbandonata lungo il fiume
guardo il ponte, un vero confine,
strappo le tasche e dal biglietto la sua fede:
si scioglie sulla guancia
la gioia del declassato.

Avendo già avuto a che fare
con la resa, scelgo
le processioni del riposo.
Io e la luna sorgente
in un punto remoto assonnate come cani

compressa da fatiche piagata
spostando di qualche strada i passi, spiccano
una dopo l’altra tenaci uguaglianze di tempo.

(p. 11)

***

Il buio come bene

Tutte le dolcezze sono alle dita
di rosa l’abito tinge
lungo l’azzurro pieno, come ti chiamavo
a cancellarmi, quaggiù, ti prego.
Per te, io ti, io te sono
che mi contiene nel tremante ricorso
del tuo silenzio vienimi incontro
orizzonte e allarga esso.
Come rami contro il cielo entrai in lui
una specie eletta dal suo cuore
come mondi sognati da miriadi di sogni
sradicati al centro quasi affondando
diciamo.

(p. 20)

Nadia Campana (Cesena, 11 ottobre 1954 – Milano, 6 giugno 1985), Verso la mente, a cura di Milo De Angelis e G. Turci, Milano, Crocetti, 1990

Per una nota di Ennio Abate:

cfr. http://www.poliscritture.it/2014/10/07/poesie-di-nadia-campana-da-verso-la-mente-con-una-nota-di-e-abate/

***

Arrivò silenziosa come rugiada
al suo fiore
ma non come rugiada se ne andò
alla sua ora.
Cadde soffice come una stella
dalla vigilia della mia estate –
esperta non ancora della vita
Com’è triste da credere!

Emily Dickinson, Le stanze d’alabastro, Feltrinelli, Milano 1983, p. 41, trad. Nadia Campana
XXVIII

She went as quiet as the dew
From a familiar flower.
Not like the dew did she return
At the accustomed hour!

She dropt as softly as a star 5
From out my summer’s eve;
Less skillful than Leverrier
It’s sorer to believe!

Emily Dickinson (1830–86), Complete Poems, 1924 Part Four: Time and Eternity

***

Portatemi il tramonto in una tazza
contate le fiale del mattino
e ditemi quante stillano rugiada
quanto lontano si slanci il mattino –
quando dorme il tessitore
che ha filato le altezze d’azzurro.

Scrivete quante note ci sono
nell’estasi del nuovo pettirosso
fra i rami stupiti –
quanti sono i viaggi della tartaruga –
e quante coppe beve l’ape
la golosa di rugiade!

E chi ha gettato i pilastri dell’arcobaleno
chi conduce le docili sfere
con fili di tenero azzurro?
Quali dita tendono le stalattiti –
chi conta il bracciale della notte
perché nessuna perla manchi?

Chi costruì questa piccola casa albana
e chiuse le finestre così bene
che il mio spirito non può vedere?
Chi mi lascerà uscire in un giorno di gala
con gli attrezzi adatti al volo
oltre lo splendore?

Emily Dickinson, Le stanze d’alabastro, Feltrinelli, Milano 1983, p. 37-39, trad. Nadia Campana

J128 (1859) / F140 (1860)

Bring me the sunset in a cup –
Reckon the morning’s flagons up
And say how many Dew –
Tell me how far the morning leaps –
Tell me what time the weaver sleeps
Who spun the breadths of blue!
Write me how many notes there be
In the new Robin’s extasy
Among astonished boughs –
How many trips the Tortoise makes –
How many cups the Bee partakes,
The Debauchee of Dews!

Also, who laid the Rainbow’s piers,
Also, who leads the docile spheres
By withes of supple blue?
Whose fingers string the stalactite –
Who counts the wampum of the night
To see that none is due?

Who built this little Alban House
And shut the windows down so close
My spirit cannot see?
Who’ll let me out some gala day
With implements to fly away,
Passing Pomposity?

Emily Dickinson, The Complete Poems, Tutte le poesie J101 – 150

*La versione è quella trascritta nei fascicoli; in un’altra copia, inviata a Susan, c’è una variante al verso 10: “Mullet” (“Muggine”) al posto di “Tortoise”

Nadia Campana

Nadia Campana

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