“Il luogo in cui la mia poesia s’affanna è una soglia distrutta”…”Questa realtà” di Roberto Sanesi con note sulla scrittura visuale (“Io non dipingo, scrivo”)

Questa realtà

Signori miei, lo confesso: da anni
questa realtà che porta di traverso
un cappello ridicolo e assomiglia
a un personaggio di Brecht, ansiosamente
mi fa cenno dagli angoli, ma è raro
che parli il mio linguaggio, e mi assicuri
di non essere identica a me stesso.

E allora mi domando, osservando
fotografie e paesaggi, e nuvole e ritagli
di carte colorate, alberi, donne,
geodi rotonde e rozze come un pugno chiuso
rotearmi negli occhi, fino a dove questa
esperienza di cose sia totale e falsa
non sia vera e parziale — e mi rifugio
a evocare le ombre della storia
come fossero tutte (e nessuna rinuncia
alla prima persona) non già la proiezione
della mia volontà condizionata, ma la somma
di ciò che è morto e di una profezia.

Fra i diversi momenti del tempo, in ogni pausa,
il luogo in cui la mia poesia s’affanna
è una soglia distrutta, un tempio vuoto
dove il vento ripete un cenno incomprensibile.

(1962)

Roberto Sanesi (Milano, 18 gennaio 1930 – Milano, 2 gennaio 2001), critico d’arte, storico dell’arte, poeta e saggista italiano, da L’incendio di Milano e altre poesie (1957-1989)

***

“Io non dipingo, scrivo. E tuttavia da anni, scrivendo, mi sono reso conto che la scrittura, come in una specie di palinsesto in cui non vi sia nulla da cancellare, accumulandosi secondo la direzione del pensiero, non della convenzione (orizzontale) dello scrivere, andava assumendo forme che non solo erano separate, né separabili, dal “senso” ma piuttosto lo integravano, lo spostavano variandolo, lo dilatavano, perfino lo irritavano, evidenziando il meccanismo stesso del comporre, il meccanismo del pensiero.
Nella sua restituzione visuale, la forma ha cominciato ad attrarmi non come fatto di superficie, cosa che può accadere, in letteratura, quando non si abbia più la capacità di controllare la forza creativa dal suo interno, ma come metafora immediata, diretta, del costruirsi labirintico, contraddittorio, circolare, del pensiero. Ciò che intendo non consiste dunque in un far discendere il senso, ma in un innalzarne insieme l’iscrizione, quasi un gesto, sapendo che lo scrivere non è semplicemente comunicare, trasporre o tradurre, qualcosa che esisterebbe a priori nello scrivente, ma seguire, attrarre, distrarre, dislocare, cancellare, riprendere, ecc. ciò che potremmo definire forse un materiale informe che si chiarisce, si compone, nel suo stesso farsi, durante, fino ad un risultato che è solo una scelta, tanto casuale quanto soggettiva, fra altre scelte possibili. Il mio scrivere visivo non è che un tentativo, tutto legato al linguaggio, leggibile, non leggibile, disponibile, di mostrare, nel suo stato transitorio, prima di una scelta, il meccanismo, il metodo, della composizione.”

Roberto Sanesi, 1975

da Io non dipingo, scrivo. La scrittura visuale di Roberto Sanesi a cura di Luigi Sansone
Le Mostre di Palazzo Sormani, Biblioteca Comunale Centrale “Palazzo Sormani”
C.so di Porta Vittoria, 6 – Milano Per approfondire link Mostra 

© Roberto Sanesi, "Dylan Thomas", 1988 Tecnica mista su carta cm. 28X22

© Roberto Sanesi, “Dylan Thomas” (1988) Tecnica mista su carta

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