La Sfinge Senza Enigmi

PER UNA POESIA SOPRAVVIVENTE…

La Poesia è morta? È ammalata? Vive? Lo chiedono ai poeti e i poeti se lo chiedono.
Molti hanno giurato e spergiurato che è morta, defunta, caput. Ma quegli ostinati dei fabbricanti di versi non la pensano affatto così. Domandassero a loro che la vanno a trovare ogni giorno. Certo quella ha una passione per i segreti, ama nascondersi o svelarsi all’improvviso o camuffarsi o passare tra la gente inosservata o, infine, dissimularsi. Insomma, i pochi che la incontrano davvero sostengono non solo che è viva ma che quella sorta di Sfinge, deposti (al momento?) gli enigmi, sia SOPRAVVIVENTE. No, non una sopravvissuta come si potrebbe pensare, proprio una sopravvivente…
Ovvero, secondo il dizionario etimologico, ciò che “vive sopra gli altri” ossia “vive di più o più lungamente”.
Ovvero ciò che resta e resiste delle parole po/prof-etiche…

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2 risposte a “La Sfinge Senza Enigmi

  1. Se sono poeta o attore non è per scrivere o declamare poesie ma per viverle. Quando recito una poesia si tratta della materializzazione
    corporea e reale di un essere integrale di poesia.

    Antonin Artaud

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